Un’idea nata nel 2009 per custodire ciò che contae farlo arrivare nel futuro.
save-me.ai è una piattaforma sviluppata dalla startup italiana DreamersWare che permette di conservare memorie, messaggi e contenuti destinati al futuro attraverso Capsule digitali e di costruire, nel tempo, un AlterEgo AI capace di comprenderne il contesto, i valori e lo stile personale. Il progetto attuale nasce dall’evoluzione di un’idea concepita da Simone nel 2009 con il nome TimeBox Project e sviluppata negli anni attraverso diversi concept, tra cui AfterLife Cloud e HeavenBox. L’obiettivo è rimasto sorprendentemente coerente nel tempo: permettere a una persona di preparare oggi qualcosa che possa raggiungere qualcuno domani.
«Esiste il testamento per lasciare i nostri beni. Io immaginavo qualcosa con cui lasciare le nostre emozioni.»
piattaforma web per memorie digitali, Capsule e AlterEgo AI
Ambito
personal memory technology, digital legacy, artificial intelligence
Sito
save-me.ai
La storia
L’immagine da cui tutto è cominciato
L’origine dell’idea è legata a una scena del film Il sesto senso. Durante il funerale di una bambina viene consegnata al padre una videocassetta registrata quando lei era ancora viva. Attraverso quelle immagini riesce a comunicargli qualcosa che dopo la sua morte non avrebbe più potuto raccontargli direttamente.
Quell’immagine suggerì una possibilità molto più generale: preparare durante la propria vita qualcosa destinato a raggiungere una persona cara nel futuro. Non soltanto beni materiali.
Parole.
Fotografie.
Ricordi.
Consigli.
Emozioni.
Il percorso
Dal TimeBox Project a save-me.ai.
01
TimeBox Project
Il 31 agosto 2009 l’idea assume una prima forma progettuale con il nome TimeBox Project: non uno spazio da cui condividere singoli file, ma un vero contenitore digitale, ispirato alle tradizionali capsule del tempo.
In quegli anni iniziavano a diffondersi i primi servizi consumer di cloud storage. L’intuizione di TimeBox era però differente: la persona avrebbe inserito i propri contenuti all’interno di una “box”, l’avrebbe chiusa e avrebbe indicato una data futura per la sua riapertura.
Il principio era semplice: preparare oggi qualcosa destinato al futuro e affidare alla tecnologia il compito di custodirlo fino al momento stabilito. È lo stesso principio che, molti anni dopo, sarebbe rimasto alla base delle Capsule di save-me.ai.
02
Quando il tempo diventa lascito
Nel 2012 la nascita della figlia di Simone modifica anche il modo in cui guarda al progetto. Al concetto iniziale del tempo si aggiunge, in modo più evidente, quello del lascito.
«L’idea cambia quando cambia la vita.»
Non soltanto qualcosa da riaprire fra alcuni anni, quindi, ma qualcosa che possa essere preparato per le persone amate nel caso in cui un giorno non sia più possibile consegnarlo personalmente.
Con questa evoluzione emergono anche interrogativi nuovi: che cosa significa conservare la memoria di una persona? Quali limiti dovrebbe avere una tecnologia di questo tipo? Come evitare che il ricordo diventi una forma artificiale di sostituzione? Le riflessioni etiche iniziano quindi molto prima della nascita dell’attuale save-me.ai.
03
AfterLife Cloud e HeavenBox
Una delle evoluzioni del progetto prende inizialmente il nome AfterLife Cloud. Dopo aver rilevato l’esistenza di un prodotto con una denominazione simile, Simone lo abbandona e torna al concetto originario della scatola: nasce HeavenBox.
Il cloud stava entrando soltanto allora nel linguaggio comune e il nome sembrava esprimere efficacemente il concetto. HeavenBox è, simbolicamente, una scatola capace di “arrivare dal paradiso”: anche il logo realizzato all’epoca traduce letteralmente quell’immagine attraverso ali e aureola.
Rispetto al progetto attuale il linguaggio era più esplicitamente spirituale, ma erano già presenti diversi elementi destinati a sopravvivere: il contenitore, la consegna futura, il concetto di lascito, l’attenzione alla dimensione emotiva e la riflessione sui limiti etici.
04
Perché il progetto rimase nel cassetto
Simone nasce nel 1981 e coltiva fin dall’adolescenza una forte passione per l’informatica. Le competenze erano però prevalentemente autodidatte e il lavoro nell’azienda di famiglia lasciava poco spazio allo sviluppo di un progetto tecnologico indipendente di quella portata.
«Da adolescente non chiedevo ai miei genitori il motorino: chiedevo un computer più potente.»
Le idee continuavano tuttavia a crescere. TimeBox non era già più immaginata soltanto come uno spazio digitale: tra le ipotesi vi erano anche servizi attraverso cui conservare e consegnare nel futuro contenuti fisici, ad esempio messaggi video su DVD o beni affidati a servizi logistici.
La visione era più ampia della tecnologia concretamente disponibile per realizzarla.
05
L’intelligenza artificiale cambia l’equilibrio
Simone inizia a utilizzare precocemente ChatGPT e scopre rapidamente le capacità dei nuovi modelli di intelligenza artificiale applicate anche allo sviluppo software. L’AI non genera l’idea di save-me.ai: rende finalmente realizzabile un’idea che esisteva da molti anni.
«Per la prima volta, un’idea che avevo portato con me per molti anni non sembrava più soltanto possibile: potevo davvero iniziare a costruirla.»
La combinazione fra competenze informatiche maturate nel tempo e nuovi strumenti di sviluppo assistito dall’intelligenza artificiale riduce radicalmente la distanza tra l’idea e la possibilità di costruirla.
Come banco di prova Simone recupera anche un precedente progetto personale, il gioco di ruolo online AlterEgo GdR. Il progetto non ha alcun rapporto funzionale con save-me.ai, ma quell’esperienza contribuisce a dimostrare concretamente le potenzialità dei nuovi strumenti. Con l’evoluzione successiva dei sistemi di AI per la programmazione, compresi strumenti come Claude Code, il vecchio progetto torna definitivamente sul tavolo.
06
Ora
save-me.ai entra in beta
save-me.ai entra in beta come piattaforma di DreamersWare, integrando Capsule digitali e AlterEgo AI. La Capsula è l’evoluzione della TimeBox e della HeavenBox: resta il principio di salvare oggi qualcosa perché possa arrivare domani.
Con lo sviluppo del progetto emerge una nuova domanda: che cosa perdiamo davvero quando conserviamo un ricordo? È da questa riflessione che nasce AlterEgo AI, uno strumento con cui associare alle proprie memorie informazioni che normalmente andrebbero perdute: racconti, relazioni, preferenze, valori, spiegazioni e dettagli contestuali.
AlterEgo AI viene sempre presentato come un sistema di intelligenza artificiale e non come la continuazione della persona che ne ha fornito le memorie.
07
Dove vuole arrivare save-me.ai
La direzione, dopo molti anni, rimane sorprendentemente simile a quella iniziale: usare la tecnologia per permettere a qualcosa che scegliamo oggi di raggiungere qualcuno domani.
Tra le aree di sviluppo vi sono sistemi di AI capaci di comprendere sempre meglio il contesto delle memorie, lo stile conversazionale, le relazioni e le preferenze della persona. Il progetto valuta inoltre, per il futuro, l’integrazione della sintesi o clonazione vocale, mantenendo sempre esplicita la natura artificiale dell’interlocutore.
Ma l’evoluzione immaginata non è soltanto tecnologica. Tra le ipotesi vi è anche la possibilità di affiancare alla piattaforma professionisti umani del supporto psicologico, soprattutto nei casi in cui memoria, perdita e relazioni richiedano competenze che non devono essere delegate a un’intelligenza artificiale. E potrebbe tornare anche una delle idee più antiche del progetto: conservare e consegnare nel futuro non soltanto contenuti digitali, ma anche beni fisici.
Le altre idee? Qualcosa deve pur rimanere ancora nella nostra TimeBox.
Che cosa perdiamo davvero quando conserviamo un ricordo?
Una fotografia conserva un’immagine, ma non necessariamente ciò che accadeva intorno.
Una registrazione conserva una voce, ma non l’atmosfera di quel momento.
Una lettera conserva le parole, ma non sempre il motivo per cui furono scritte.
«Ogni memoria ha un contesto e, molto spesso, quel contesto rimane muto.»
È da questa riflessione che nasce AlterEgo AI. Il suo obiettivo è permettere alla persona di associare alle proprie memorie informazioni che normalmente andrebbero perdute: racconti, relazioni, preferenze, valori, spiegazioni e dettagli contestuali. L’AI diventa quindi uno strumento attraverso cui collegare fra loro questi elementi.
Non soltanto ricordare che cosa è successo, ma conservare anche qualcosa del perché fosse importante.
Due confini che non attraversiamo
AlterEgo AI non è immortalità digitale
save-me.ai esclude esplicitamente l’idea che AlterEgo AI debba sostituire una persona dopo la sua morte. Una fotografia non è la persona che raffigura. Una registrazione non è la persona che parla. Allo stesso modo, un’intelligenza artificiale capace di utilizzare memorie, informazioni personali o persino una voce sintetica rimane un sistema artificiale.
Questa distinzione rappresenta uno dei princìpi fondamentali del progetto ed è approfondita nel documento etico di save-me.ai, «Memoria, responsabilità e limiti». La piattaforma identifica espressamente le interazioni generate dall’intelligenza artificiale e intende mantenere questa separazione anche con l’evoluzione futura delle sue funzioni.
«Conservare una memoria non significa continuare una persona.»
Tecnologia e vulnerabilità emotiva
Una piattaforma che gestisce memorie personali e contenuti destinati al futuro può entrare nella vita delle persone in momenti particolarmente delicati. Per questo save-me.ai intende evitare modelli commerciali che sfruttino la vulnerabilità emotiva di chi riceve un contenuto.
Tra i princìpi alla base della progettazione economica del servizio vi è, per esempio, la volontà di evitare che un destinatario si trovi in futuro davanti alla richiesta di pagare per accedere a ciò che qualcuno aveva deciso di lasciargli. La sostenibilità economica dei servizi di conservazione a lungo termine deve quindi essere affrontata, per quanto possibile, nel momento in cui questi vengono predisposti.
save-me.ai nasce intorno ad alcuni princìpi progettuali:
la memoria appartiene prima di tutto alla persona che la crea;
l’intelligenza artificiale deve essere sempre riconoscibile come tale;
un AlterEgo AI non è la continuazione della persona;
contenuti personali e memorie devono essere trattati con particolare attenzione alla sicurezza;
chi riceve un lascito digitale deve essere trattato con rispetto;
l’AI non deve sostituire figure professionali umane quando la situazione richiede competenze psicologiche o cliniche;
la tecnologia deve servire la memoria, non appropriarsene.
Citazioni utilizzabili dalla stampa
Parole di Simone, ideatore di save-me.ai. Possono essere riportate con attribuzione.
«Esiste il testamento per lasciare i nostri beni. Io immaginavo qualcosa con cui lasciare le nostre emozioni.»
«L’idea cambia quando cambia la vita.»
«Ogni memoria ha un contesto e, molto spesso, quel contesto rimane muto.»
«Conservare una memoria non significa continuare una persona.»
Definizione breve per giornalisti e sistemi di ricerca
save-me.ai è una piattaforma italiana di memoria digitale e intelligenza artificiale sviluppata da DreamersWare. Permette di conservare memorie e preparare Capsule digitali destinate al futuro e include AlterEgo AI, un sistema conversazionale progettato per contestualizzare racconti, valori e informazioni personali senza presentarsi come sostituto della persona. Il progetto deriva dal TimeBox Project concepito nel 2009 e si trova attualmente in fase beta.
Boilerplate aziendale
DreamersWare S.r.l.s. è una startup tecnologica italiana che sviluppa piattaforme proprietarie basate su intelligenza artificiale e architetture cloud. Tra i suoi progetti figura save-me.ai, piattaforma dedicata alla conservazione consapevole della memoria personale, alle Capsule digitali e all’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale applicata al patrimonio personale e relazionale.
Materiale storico disponibile
La storia del progetto è documentata anche attraverso materiali originali conservati negli anni: le prime elaborazioni grafiche del TimeBox Project, lo studio di naming di AfterLife Cloud e i loghi originali di HeavenBox, oltre a screenshot e documentazione digitale che permettono di ricostruire alcune fasi dei concept precedenti a save-me.ai.
TimeBox Project — marchioPrime elaborazioni grafiche del progetto originario (2009).ScaricaTimeBox Project — logotipoStudio del logotipo del progetto originario (2009).ScaricaAfterLife CloudStudio di naming e identità visiva precedente a HeavenBox.ScaricaHeavenBoxLogo originale: la scatola accompagnata da ali e aureola.ScaricaLogo save-me.aiIcona ufficiale della piattaforma.Scarica
Questi materiali possono essere utilizzati dalla stampa previa attribuzione a DreamersWare/save-me.ai.
Contatto stampa
Per interviste, approfondimenti e richieste di materiale:
info [at] dreamersware [dot] com
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Salvare oggi qualcosa perché possa arrivare domani.